Full-length, Independent (2026) Dietro Whatafuck c'è Davide Giorgi, uno solo a mandare avanti tutto il baraccone e anche dietro al microfono. E già questa cosa mi piace: niente squadra da mettere d'accordo, niente compromessi. Parte “Introspace” e dopo poco arrivano “Kiss Of Keratis” e “Never Give Up”: chitarre belle toste, batteria che spinge e una voce che quando deve graffiare non si tira indietro. Insomma, il biglietto da visita è bello chiaro. La cosa che mi ha preso di più è che il disco non vive solo di legnate. “Point Of No Return” e “All My Faces” hanno un lato più atmosferico che funziona bene e impedisce al tutto di diventare una tirata tutta uguale. Mi sono piaciute anche “Dead Inside” e “Rage Of My Memory”, soprattutto per quella vena più cupa che gira sotto la superficie. Qui Giorgi secondo me trova il suo terreno migliore. Qualche sassolino dalla scarpa, però, me lo devo togliere. Dopo un po' ho iniziato a riconoscere certi giri e alcune canzoni, una volta fi...
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