Full-length, Nadir Music (2026) Partiamo subito da una cosa: gli Sfregio sono una band che sa suonare. Punto. Li seguo da tempo e, anche se non mi trovo per niente d’accordo con alcune delle loro posizioni e con certi temi che portano avanti, musicalmente gli devo dare atto di avere una personalità precisa. E questa non è una cosa da poco. Poi arriva “Non Credo” e il primo pensiero è abbastanza chiaro: gli Sfregio sono sempre loro. Niente trasformazioni improvvise, niente tentativi di diventare quello che non sono. Thrash, punk, rock’n’roll, sudore, cattiveria e quella voglia di mandare tutto a quel paese. Il problema, però, è proprio questo: a volte sono fin troppo loro stessi. “Non Credo” prende di mira religione, fanatismo, ipocrisia e conformismo, e già i titoli fanno capire che la diplomazia non è sicuramente di casa: “Battezzata, go!”, “Ramadan”, “Salmo 119”, “Burqa ma donna”, “Dio Pop”, “Om Jay Gange Mata”, “Jesus Crüe”, “Fino a che son vivo”, “Non credo” e “Belzebù”. Insomma, g...
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