Full-length, Northern Darkness Records
(2026)
Con Kenòs, gli Azrath-11 raggiungono una nuova maturità artistica, dando vita a un album che consolida la loro identità all'interno della scena blackened death metal. È un lavoro ambizioso, costruito con attenzione sia sul piano compositivo che su quello concettuale, capace di bilanciare aggressività, tecnica e atmosfere oscure senza mai perdere coerenza.
Il vero punto di forza del disco è la qualità della scrittura. I brani evitano la classica successione di riff fini a sé stessi e si sviluppano in modo fluido, alternando momenti di estrema violenza a sezioni più evocative e dinamiche. La band dimostra di saper gestire con intelligenza tempi, cambi di atmosfera e strutture articolate, mantenendo alta la tensione lungo tutta la durata dell'album. Anche la produzione gioca un ruolo fondamentale: il suono è moderno, potente e definito, valorizzando ogni strumento senza sacrificare l'impatto tipico del genere.
Dal punto di vista stilistico, Kenòs non cerca di reinventare il blackened death metal, ma lo interpreta con personalità e convinzione, evitando molti dei cliché che caratterizzano produzioni simili. Il concept dedicato alla mitologia sumera e agli Anunnaki aggiunge ulteriore profondità all'ascolto, contribuendo a creare un'atmosfera immersiva e coerente con la proposta musicale.
Qualche limite, tuttavia, emerge. La notevole complessità compositiva rende il disco poco immediato e richiede diversi ascolti per essere assimilato completamente. Inoltre, alcuni passaggi tendono a privilegiare la ricercatezza tecnica rispetto all'impatto emotivo, facendo sì che non tutti i brani rimangano impressi con la stessa forza una volta terminato l'ascolto.
Nonostante questo, Kenòs si conferma un lavoro solido e convincente, capace di mettere in luce tutta la crescita degli Azrath-11. È un album che non punta alle scorciatoie, ma preferisce costruire la propria forza attraverso una scrittura curata, un sound autorevole e una chiara visione artistica. Un disco destinato soprattutto agli appassionati del metal estremo più ricercato, ma che dimostra come la band abbia ormai tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio sempre più importante anche oltre i confini della scena italiana.
By Redazione
1. Sepvlcretvm A Pelago Lambitvm
2. Hamarteia
3. Theoktonia
4. Imposing My Will (Orchestral version)
5. Kenòs
Line-up:
Antheres A.E. - Guitars (rhythm), Vocals
Asmodevs D.D. - Drums, Keyboards
Dioskouroi D.F. - Bass, Vocals (backing)
Enlil A.N. - Guitars (lead), Vocals (backing)
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