Full-length, Nadir Music
(2026)
Partiamo subito da una cosa: gli Sfregio sono una band che sa suonare. Punto. Li seguo da tempo e, anche se non mi trovo per niente d’accordo con alcune delle loro posizioni e con certi temi che portano avanti, musicalmente gli devo dare atto di avere una personalità precisa. E questa non è una cosa da poco. Poi arriva “Non Credo” e il primo pensiero è abbastanza chiaro: gli Sfregio sono sempre loro. Niente trasformazioni improvvise, niente tentativi di diventare quello che non sono. Thrash, punk, rock’n’roll, sudore, cattiveria e quella voglia di mandare tutto a quel paese. Il problema, però, è proprio questo: a volte sono fin troppo loro stessi.
“Non Credo” prende di mira religione, fanatismo, ipocrisia e conformismo, e già i titoli fanno capire che la diplomazia non è sicuramente di casa: “Battezzata, go!”, “Ramadan”, “Salmo 119”, “Burqa ma donna”, “Dio Pop”, “Om Jay Gange Mata”, “Jesus Crüe”, “Fino a che son vivo”, “Non credo” e “Belzebù”. Insomma, gli argomenti sono belli pesanti e gli Sfregio li affrontano con il loro solito sarcasmo, senza preoccuparsi troppo di chi potrebbe offendersi. Alcune trovate funzionano davvero, altre decisamente meno. In certi momenti la provocazione arriva al bersaglio, in altri sembra quasi che bastino una battuta pesante o un titolo provocatorio per ottenere una reazione. E alla lunga questo meccanismo diventa abbastanza prevedibile.
Musicalmente, invece, gli Sfregio vanno dritti come un treno. Il thrash porta velocità e cattiveria, il punk aggiunge immediatezza e il rock’n’roll quella componente sporca e stradaiola che ormai è praticamente il loro marchio di fabbrica. Le chitarre mordono, la batteria picchia e tutto viene suonato senza troppi fronzoli. “Battezzata, go!” rappresenta bene il loro modo di prendere un tema e trasformarlo in un pezzo immediato, mentre “Burqa ma donna” affronta un argomento decisamente pesante attraverso il solito linguaggio irriverente. “Jesus Crüe” e “Dio Pop” sono altri due episodi che riassumono perfettamente la loro voglia di dissacrare tutto quello che passa davanti al mirino. Il problema è che, andando avanti con l'ascolto, si sente anche una certa ripetitività: qualche variazione in più a livello compositivo non avrebbe fatto male.
Anche la produzione mi lascia qualche dubbio. Capisco perfettamente la scelta di mantenere un suono sporco e poco patinato, perché sarebbe assurdo trasformare gli Sfregio in una band dal sound plastificato. Però tra “sporco” e “confuso” esiste una differenza e in alcuni momenti “Non Credo” rischia di stare dalla parte sbagliata della linea. Avrei voluto inoltre qualche brano capace di sorprendere maggiormente, perché gli Sfregio hanno le capacità per spingere ancora più forte la loro formula. In certi passaggi sembra invece che si accontentino di quello che ormai sanno fare bene. Non è necessariamente un difetto enorme, ma dopo diversi ascolti si fa sentire. La provocazione, poi, funziona molto meno quando diventa prevedibile e qualche volta la sensazione è proprio quella.
Alla fine, però, “Non Credo” rimane un disco che ha una faccia precisa. Gli Sfregio non cercano di piacere a tutti e probabilmente non gli interessa nemmeno. Personalmente continuo a non condividere alcune delle tematiche e soprattutto certi modi di affrontarle, ma questa è una questione mia e non cambia il giudizio sulla musica. Il disco non è perfetto, è a tratti ripetitivo, qualche provocazione sembra tirata un po' per i capelli e la produzione avrebbe potuto essere più incisiva. Però quando gli Sfregio spingono, funzionano. E quando partono quei riff sporchi e cattivi capisci perché questa band si è costruita negli anni una propria identità. “Non Credo” non è un disco per tutti, ma forse non deve esserlo. Gli Sfregio fanno gli Sfregio. Prendere o lasciare. Io, nonostante tutto, qualche volta li prenderei.
By Redazione
Tracklist:
1. Battezzata, go!
2. Ramadan
3. Salmo 119
4. Burqa ma donna
5. Dio Pop
6. Om Jay Gange Mata
7. Jesus Crüe
8. Fino a che son vivo
9. Non credo
10. Belzebù
Line-up:
Il Grinder - Bass
Ylme - Drums
Doc - Guitars
Dirty Seth - Vocals
Links:
Bandcamp

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