Con “Live To Thrive”, i Pavic tornano a farsi sentire con un lavoro che rappresenta un nuovo capitolo nel loro percorso tra Hard Rock e Metal moderno. Uscito a gennaio 2026, l’album mostra una band più matura e consapevole, capace di unire riff incisivi, melodie curate e una forte identità sonora, mantenendo uno sguardo aperto alle diverse influenze che ne hanno plasmato il sound nel tempo. Abbiamo parlato con Marko Pavic, chitarrista della band e mente principale, della genesi del disco, del processo compositivo, delle esperienze live condivise con grandi nomi della scena internazionale e dei prossimi passi della band. Ecco cosa ci ha raccontato.
1. Ciao e benvenuto su Crepe Sonore! Presenta i Pavic ai nostri lettori.
I Pavic sono una band fondata da me diversi anni fa. Volevo una band per esprimere la mia visione musicale, collaborando anche con altri musicisti, che esprimesse tutti gli elementi musicali che mi piace sentire: riff di chitarra, voce espressiva, brani melodici… Negli anni abbiamo pubblicato 4 album, incluso l’ultimo, “Live To Thrive”, appena uscito a gennaio 2026.
2. Parlaci di "Live To Thrive", dai primi passi fino alla sua conclusione.
La creazione di “Live To Thrive” è stata un po’ lunga perché non è stata continua: ci sono state delle interruzioni e riprese di lavoro. Produrre un disco dall’inizio alla fine richiede tanto impegno, dovendo coprire diversi aspetti, e non sempre questo processo si svolge in modo lineare. Finita la parte di composizione e registrazione, mi sono rivolto a Francesco Mattei dell’Underworld Studio per la fase finale di reamping, mix e mastering. Francesco ha subito capito la mia visione e direzione e ha fatto un ottimo lavoro nella fase finale della produzione. In seguito mi sono dedicato ai video e, insieme a Kinorama Studio, abbiamo realizzato i video per i due singoli: “Save You From Yourself” e “Live To Thrive”.
3. Come ti senti riguardo questo nuovo lavoro e come sta andando a livello di pareri di stampa e pubblico?
Personalmente mi sento molto soddisfatto del lavoro fatto, tutti abbiamo dato il massimo. È un’ulteriore evoluzione e un passo avanti nel percorso musicale, una “fotografia musicale” dei Pavic nel 2026. Sono contento che il riscontro e i pareri di pubblico e stampa siano molto positivi e che la gente abbia capito e stia apprezzando il disco.
4. Per caso suoni in altre band? Hai fatto parte o fai ancora parte di altri progetti?
Sì, ognuno di noi suona anche in altre band, sia originali che cover band. Io ultimamente ho collaborato con Vivaldi Metal Project, progetto internazionale guidato da Mistheria, già tastierista di Bruce Dickinson.
5. Parliamo del vostro stile musicale. Come lo definiresti e a chi consiglieresti il vostro ultimo album?
È abbastanza difficile autodefinire il proprio stile musicale. Si potrebbe chiamare Hard Rock/Metal, ma è un termine molto vasto ed è anche giusto che sia così. Il disco contiene diverse influenze musicali. Lo consiglio a tutti quelli che sono mentalmente aperti ad ascoltare senza preconcetti e a farsi un’idea propria sul disco: ognuno potrebbe ritrovare qualcosa di diverso, come è stato già confermato da alcune recensioni che ho letto.
6. I live show sono molto importanti per voi? Stai suonando dal vivo in questo momento?
Sì, il live show è il momento più divertente e coinvolgente: il disco è una scusa per suonare dal vivo. L’album è appena uscito; la prima data è la presentazione di “Live To Thrive” dal vivo, il 26 febbraio al Wishlist di Roma.
7. Con chi pensi che i Pavic vorrebbero almeno una volta dividere il palco?
Ci sono molte band che apprezzo. Fino ad adesso abbiamo avuto il piacere e l’onore di condividere il palco con grandi band, come l’apertura al Rock in Idro Festival a Bologna, in un concerto con band quali Iron Maiden, Alter Bridge, Opeth; il concerto con i Within Temptation a Kiev; delle date in Europa con i Circle II Circle di Zakk Stevens e delle date in apertura ai Lacuna Coil.
8. Come nasce un vostro brano di solito? E come avviene il processo compositivo? C’è un compositore principale?
Il brano nasce di solito con un riff di chitarra che mi arriva spontaneo mentre sto “jammando” da solo e mi suscita curiosità. Da lì cerco di elaborarlo e creare attorno una struttura e un brano completo, facendo contemporaneamente un arrangiamento base, definendo quale parte è la strofa, il ritornello, ecc. Appena ho una struttura del brano consolidata, lo sottopongo a Joe (Calabro, il cantante), che comincia a ragionare sulla melodia e sul testo. Finita questa fase, il brano passa al resto della band, dove ognuno mette il proprio contributo e “firma” con il proprio strumento e la propria performance.
9. Ok, abbiamo finito. Concludi come vuoi!
Grazie a tutti i lettori per l’attenzione. Vi aspettiamo il 26 febbraio al Wishlist di Roma per la presentazione dell’album. Vi invito ad ascoltare “Live To Thrive” e a farci sapere sui social cosa ne pensate. Il disco è disponibile su tutte le principali piattaforme digitali (nonché in formato CD su Bandcamp.com). Per tutti gli aggiornamenti, seguiteci sui canali social:
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