Intervista ai DEATH DIES


Con il loro approccio viscerale e diretto, i Death Dies continuano a muoversi nel solco della tradizione del black metal, rielaborandola attraverso un linguaggio personale e autentico. Il nuovo capitolo discografico, "Maledicti In Aeternvm", conferma una scelta chiara: tornare alle radici senza rinunciare alla consapevolezza maturata negli anni. Tra spontaneità, oscurità e coerenza artistica, abbiamo approfondito con loro il presente e il futuro della band.

1. Quali elementi definiscono oggi il vostro suono più di ogni altro?
Ciao e grazie dello spazio dedicatoci. Per usare un termine impiegato anche dal nostro discografico, Francesco Palumbo della My Kingdom, l’elemento principale è la “verità”: intesa come totale spontaneità nel proporre un sound che ci ha cresciuti e che oggi rileggiamo in un’ottica più contemporanea. Visceralità, semplicità e immediatezza, ma anche tanta “storia” dietro ogni riff. Dopo anni in cui abbiamo cercato soluzioni più elaborate, oggi siamo entrati in una fase di “back to the roots” personale, facendo rivivere il sound che ha influenzato i nostri percorsi musicali.

2. Quanto è consapevole il richiamo alla tradizione black metal nelle vostre composizioni?
Il richiamo è assolutamente consapevole. È uno dei tanti generi che ascoltiamo, ma è quello che prediligiamo suonare. Tutti noi abbiamo avuto esperienze diverse nel corso degli anni, con progetti di vario tipo, ma ciò che suoniamo con i Death Dies è esattamente quello che più ci appaga. Il black metal, nelle sue varie sfaccettature, ha scavato un solco profondo in noi, sia nella prima che nella seconda ondata.

3. Vi sentite più vicini a una scena precisa o completamente slegati da etichette?
Come accennato, la componente black metal è molto forte nel nostro suono e, se vogliamo essere catalogati, rientriamo in quell’ambito senza problemi. Non cerchiamo di essere “diversi” a tutti i costi e non consideriamo il black metal un’etichetta limitante. Siamo qui per dare voce a un’essenza musicale che ci appartiene.

4. Quanto incidono influenze esterne al metal estremo nel vostro modo di scrivere?
In fase di scrittura, poco o nulla. Negli arrangiamenti, invece, emergono – seppur in modo molto dosato – richiami al nostro amore per i Goblin e, più in generale, per le colonne sonore. In questo album, più che nei precedenti, siamo andati dritti al punto.

5. Il contrasto tra parti atmosferiche e momenti più aggressivi è qualcosa che cercate attivamente?
No, nasce tutto in modo spontaneo, dal nostro retaggio musicale. Il processo è diretto e poco filtrato da considerazioni razionali: seguiamo un flusso creativo, ed è quello a portarci fino alla fine del brano.

6. Quanto è importante per voi evitare la ripetizione di schemi già utilizzati?
Non inseguiamo l’originalità a tutti i costi, quindi non ci poniamo troppo il problema di evitare o meno certe soluzioni. Il genere che suoniamo offre molte sfaccettature e noi ne facciamo nostre alcune, senza però rielaborazioni forzate a posteriori.

7. Vi interessa ancora sperimentare o preferite consolidare una formula?
In passato abbiamo sperimentato molto, tanto che ogni nostro disco suona diverso dal precedente. “Pseudochristos” ha rappresentato un punto di equilibrio tra tradizione e innovazione; da lì abbiamo intrapreso un percorso a ritroso fino all’ultimo “Maledicti in Aeternvm”. Questo processo non è concluso e, proprio perché nasce in modo spontaneo, non ci precludiamo nessuna direzione.

8. Quanto conta il suono in studio rispetto all’impatto che cercate dal vivo?
Non siamo una band costruita su sovrastrutture sonore: ciò che senti su disco è, sostanzialmente, ciò che ascolterai dal vivo (al netto di qualche intervento mirato di tastiere). Per questo, in studio è importante – ma anche naturale – catturare il suono reale dei nostri concerti.

9. Ci sono artisti o dischi che hanno influenzato questo lavoro in modo particolare?
Blasphemy, Beherit, Sarcófago e tutta la prima ondata estrema sono stati riferimenti fondamentali per questo album.

10. Dove vedete evolvere il vostro sound nei prossimi anni?
Sicuramente continueremo a guardare… al passato!


Siti ufficiali:
– MY KINGDOM MUSIC: https://linktr.ee/mykingdommusic
– DEATH DIES: https://www.facebook.com/DeathDiesLegione

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