I FRUSTRATION si muovono lungo un percorso sonoro sempre più definito, dove essenzialità e impatto diventano elementi centrali di un linguaggio diretto e senza compromessi. In questa intervista la band racconta la genesi di Vision Of Infinite Tortures, soffermandosi sul processo creativo, sulle scelte di produzione e sull’equilibrio tra istinto e costruzione. Ne emerge una visione coerente, fatta di immediatezza compositiva, ricerca di un suono cupo e compatto e una continua evoluzione che guarda già ai prossimi sviluppi.
1. I riff dell’album sono molto essenziali e taglienti: come nasce una vostra tipica linea di chitarra?
Il tutto nasce con molta naturalezza e l’ispirazione può avvenire da qualunque cosa, non abbiamo uno schema da seguire, quindi il tutto può partire da un giro di batteria, un riff di basso ecc…e da li seguiamo la scia del momento che ci porta ad avere una buona immediatezza in tutte le nostre composizioni per quanto diverse possano essere.
2. Il batterista lavora molto su doppia cassa e velocità costante: quanto spazio c’è stato per variazioni ritmiche?
Come anticipato seguiamo il momento e quindi anche un tempo di batteria può innescare la nascita di un nuovo brano, cerchiamo di disco in disco di avere un’influenza predominante e poi cerchiamo di elaborare al meglio tutto quello che nel momento l’idea iniziale ci suggerisce. A livello ritmico in questo disco abbiamo raggiunto sicuramente una velocità maggiore rispetto ai precedenti lavori con alcune influenze ancora non inglobate, le parti di cassa continua invece hanno sempre caratterizzato i nostri pezzi sin dal primo demo.
3. Il basso rimane spesso in secondo piano: è una scelta di mix o di scrittura?
Il basso si fonde e rafforza quello che è il suono delle chitarre quindi forse potrebbe dare l’idea che sia in secondo piano ma infatti è più una scelta di mix che ci ha dato la possibilità di avere un sound più cupo e grosso con una grande resa su i rallentamenti e i mid tempo. Poi sono presenti anche tracce dove viene esaltato maggiormente. Di base cerchiamo sempre di avere un certo equilibrio su tutti gli strumenti, non pensiamo ci sia nulla lasciato in secondo piano ogni cosa ha il suo spessore. Poi ovviamente ogni ascoltatore avrà le sue impressioni.
4. Il growl è profondo ma uniforme: avete mai pensato di sperimentare con registri diversi?
Si, di solito cerchiamo di variare il più possibile anche con il reparto vocale, ma in questo caso volevamo marcare il più possibile la sensazione di angoscia disagio e oppressione e mantenere un tono il più nero possibile e avere un comparto vocale troppo vario poteva discostare troppo il sound globale da quello che era la nostra visione iniziale. Sicuramente terremo in conto la cosa per i prossimi lavori…
5. Quanto lavorate in sala prove rispetto alla costruzione individuale dei pezzi?
Con “Vision Of Infinite Tortures” abbiamo lavorato in diversi step, quasi tutte le tracce sono state prima scritte da Hirpus e poi perfezionate in sala prove tranne “My Prison” che è nata al volo mentre provavamo Creeping Shadow, il singolo utilizzato per il videoclip, mancava qualcosa di black punk per completare l’album e da lì è nato il pezzo probabilmente più diretto del disco e successivamente da un’improvvisazione “Broken Soul”, la traccia più atipica, ottima per concludere il nuovo disco.
6. Ci sono state influenze specifiche (band o album) durante la composizione?
Le influenze sono molte ma non riguardano band o dischi in particolare, di solito cerchiamo di non farci coinvolgere troppo dai gruppi più ascoltati ma di andare oltre per compensare quello che ci mancava suonare e che quindi ci ha spinto alla formazione della band e con la stessa ottica al lavoro sulle nostre composizioni.
7. La produzione è molto densa e “chiusa”: che tipo di suono avevate in mente fin dall’inizio?
Per questo album volevamo un sound più cupo, molto diretto che tornasse alle origini, puntando questa volta a una componente Death Metal più spiccata, alcune parti Doom e ritmi Punk-Crust che richiamasse il primo disco e che nei live hanno sempre avuto molto successo, spezzando le parti più veloci e i mid tempo. Abbiamo cercato di inserire in questo lavoro un po’ tutte le influenze presenti nei predecessori estremizzando ulteriormente.
8. In futuro vi vedete più tecnici o ancora più essenziali?
Tutto è possibile ma è ancora presto, siamo già a lavoro su qualche nuova idea sicuro “Vision Of Infinite Tortures” sarà un buon punto di partenza ma dobbiamo ancora valutare i prossimi passi, potrebbe esserci una futura componente Black/Thrash… chissà.
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